LA STORIA
TIMORI, SPERANZE E FORTUNA
Timori, speranze e fortuna
Durante i primi anni del 900 si assiste ad una forte ondata migratoria verso le Americhe per trovare fortuna. Le valigie di cartone legate e stringate con robuste corde… piene di pochi stracci e molte speranze, anch’esse in viaggio in cerca di un destino migliore.
Nel primo conflitto mondiale molti giovani lasciarono la propria vita sulle aspre montagne del Carso e del Grappa e il territorio di Peschici partecipò alla Grande guerra, tanto che nella località Manaccora, vi era un deposito di munizioni che serviva per le navi ancora al largo. Gli anni del fascino furono caratterizzati dall’alternarsi alla guida del Comune di alcune note famiglie locali e come in tutti i Comuni italiani ci furono delle drammatiche epurazioni dei più facinorosi, contrari al regime e per questo mandati al confino.
Durante la Seconda Guerra Mondiale il paese ebbe una massiccia occupazione da parte delle forze alleate (gli Inglesi in località “Tuppo delle Pile”, gli Americani in località “Padula”) contribuendo così alla liberazione dell’Italia e pagò un altro tributo per la morte di molti concittadini. Dopo la Liberazione Peschici cominciò la sua lenta ripresa e ricostruzione. Il ritorno a casa dei molti reduci e combattenti aggravò la già grave situazione occupazionale tanto che gli amministratori comunali del tempo favorirono un temporaneo impiego concedendo agli ex militari l’uso delle numerose pinete per la resinazione. L’estrazione della resina contribuì notevolmente alla rinascita del Comune e con essa la pesca, la pastorizia e l’agricoltura, in particolar modo l’olivocoltura. Altro incentivo a favore dei reduci e dei combattenti fu dato dall’occupazione di alcuni terreni comunali improduttivi, resi quasi coltivabili ed oggi zone di sviluppo edilizio. La fine degli anni cinquanta ha segnato la svolta positiva, infatti con l’arrivo dei primi “forestieri”, oggi turisti, comincia l’inizio del boom econimico che ha scosso l’intero territorio. L’acquisto di una vasta zona costiera, destinata a diventare un forte polo turistico ha sconvolto l’equilibrio di vita dell’intero paese e la corsa ad un accaparramento selvaggio di tutto il territorio ha caratterizzato quegli anni. Molte sono state le realizzazioni di insediamenti turistici, con la creazione di villaggi, alberghi, ristoranti e locali di ogni genere che sono oggi la guida trainante della nuova economia locale.
Il resto è storia di oggi !
Durante i primi anni del 900 si assiste ad una forte ondata migratoria verso le Americhe per trovare fortuna. Le valigie di cartone legate e stringate con robuste corde… piene di pochi stracci e molte speranze, anch’esse in viaggio in cerca di un destino migliore.
Nel primo conflitto mondiale molti giovani lasciarono la propria vita sulle aspre montagne del Carso e del Grappa e il territorio di Peschici partecipò alla Grande guerra, tanto che nella località Manaccora, vi era un deposito di munizioni che serviva per le navi ancora al largo. Gli anni del fascino furono caratterizzati dall’alternarsi alla guida del Comune di alcune note famiglie locali e come in tutti i Comuni italiani ci furono delle drammatiche epurazioni dei più facinorosi, contrari al regime e per questo mandati al confino.
Durante la Seconda Guerra Mondiale il paese ebbe una massiccia occupazione da parte delle forze alleate (gli Inglesi in località “Tuppo delle Pile”, gli Americani in località “Padula”) contribuendo così alla liberazione dell’Italia e pagò un altro tributo per la morte di molti concittadini. Dopo la Liberazione Peschici cominciò la sua lenta ripresa e ricostruzione. Il ritorno a casa dei molti reduci e combattenti aggravò la già grave situazione occupazionale tanto che gli amministratori comunali del tempo favorirono un temporaneo impiego concedendo agli ex militari l’uso delle numerose pinete per la resinazione. L’estrazione della resina contribuì notevolmente alla rinascita del Comune e con essa la pesca, la pastorizia e l’agricoltura, in particolar modo l’olivocoltura. Altro incentivo a favore dei reduci e dei combattenti fu dato dall’occupazione di alcuni terreni comunali improduttivi, resi quasi coltivabili ed oggi zone di sviluppo edilizio. La fine degli anni cinquanta ha segnato la svolta positiva, infatti con l’arrivo dei primi “forestieri”, oggi turisti, comincia l’inizio del boom econimico che ha scosso l’intero territorio. L’acquisto di una vasta zona costiera, destinata a diventare un forte polo turistico ha sconvolto l’equilibrio di vita dell’intero paese e la corsa ad un accaparramento selvaggio di tutto il territorio ha caratterizzato quegli anni. Molte sono state le realizzazioni di insediamenti turistici, con la creazione di villaggi, alberghi, ristoranti e locali di ogni genere che sono oggi la guida trainante della nuova economia locale.
Il resto è storia di oggi !

